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Il percorso iniziale del giocatore di poker: i cambiamenti epocali del nostro gioco
Tutti i principianti che si sono approcciati ad effettuare i primi passi nel mondo del poker, non hanno pensato immediatamente alla strategia da adottare per diventare dei giocatori vincenti. La stragrande maggioranza dei “novizi“, ha prima dovuto dare uno sguardo a tutta quella serie di regole non scritte che sono servite ad ognuno di noi per capire meccanismi, glossario, comportamenti al tavolo ( poca differenza fa live oppure online ) e tutto ciò che nei mesi e negli anni a venire è diventato di facile utilizzo.
La strategia per i principianti
Dall’altra parte, però, una volta acquisite queste primissime nozioni, nel momento in cui comincia la vera passione che attrae verso le discipline che fanno capo al poker, la parte immediatamente successiva è quella che porta ognuno di noi a voler conseguire dei risultati. In altre parole, performare, vincere, superare gli altri. Sperare di vivere di un gioco che può diventare una piacevole attività.
Lasciamo perdere i giocatori professionisti, che alla fine della fiera sono quelli che devono rinunciare a qualcosa della loro vita per rimanere a galla e dare del filo da torcere ai migliori al mondo.
Per padroneggiare le abilità più profonde del poker, soprattutto quello moderno, occorrono anni e anni di lavoro, fatto di analisi, periodi di mancanza di risultati e disciplina.
Tutto ciò potrebbe non bastare, visto che il giochino, come abbiamo scritto decine di volte, subisce periodi di cambiamento sempre e comunque piuttosto repentini e una strategia per principianti che poteva andare 5/10/15 anni fa, potrebbe essere poco profittevole oggi e, anzi, addirittura controproducente.
Cosa è cambiato
Le prime partite sotto il periodo natalizio, quello con i cuginetti al motto di “vi faccio conoscere un gioco nuovo“, sono state navi scuola che sono servite a tutti, anche se la cosa ha riguardato i meno giovani dell’acquario.
Oggi si comincia spesso aprendo un conto online sulla poker room preferita di chi ci instrada verso il giochino e, la prima visibile e pantagruelica differenza tra il poker moderno e quello di qualche anno fa, è il numero di mani che si giocano fin dalla prima sessione.
Durante quel famoso Natale erano forse una cinquantina le mani che si potevano giocare con i figli di zia Maria. Oggi sei catapultato in una realtà nella quale 50 mani rischi di giocarle in qualche minuto, se sei sveglio a apri più di un tavolo.
Questo ha rivoluzionato il modo di approcciarsi ai primi momenti di gioco, poiché essi possono essere un’arma a doppio taglio. Da una parte vi è la concreta possibilità di imparare più velocemente determinate dinamiche, dall’altra questo meccanismo può costare qualche soldino in più.
E tutto può essere diverso, tutto può cambiare, ma l’attenzione maniacale alla gestione del bankroll deve rimanere la stessa dal primo flop che vedremo durante la nostra carriera, fino all’ultimo quando decideremo di andare “in pensione”.
Vedremo nei prossimi pezzi come questo tipo di cambiamento ha rivoluzionato il coaching moderno e, soprattutto, il modo di affrontare il gioco nei primi anni della propria carriera pokeristica.